Nasceva più di un anno fa, con l’arrivo dell’estate e la conclusione delle lezioni, l’idea di portare per l’anno sociale 2017/2018 un percorso declinato e dedicato al femminile e alle sue forme. Nasceva principalmente da due motivazioni: il mio arrivo ad Aśvattha e il sentire il bisogno e il desiderio delle donne che avevo incontrato negli ultimi anni, nonché dal mio arrivo a Vicenza, di trovare degli spazi dedicati, di approfondimento e di condivisione.
Da lì è nata l’idea di dar luce a questo percorso, tracciare un solco in cui seminare, come scrivevo nell’articolo-manifesto che trovate qui.

Abbiamo dedicato la lezione del lunedì sera delle ore 18 alle donne: nella giornata dedicata alla Luna abbiamo pensato fosse di buon auspicio condividere tale energia.
Abbiamo seguito il percorso sulla Luna nel Pozzo con Laura Voltolina che ci ha accompagnate per qualche mese anche con le sue incursioni del lunedì, proprio per dare continuità ad una ricerca e ad una scoperta che doveva avere il tempo di lavorare nel profondo.
Abbiamo approfondito alcuni aspetti più simbolici e mitologici della tradizione indiana sul femminile con l’aiuto di Laura Liberale, che si è avvicinata a noi in occasione della festa di Maha Śivaratri e poi ci ha accompagnate con gli approfondimenti del Sabato Mattina Filosofico.
Abbiamo concluso l’anno al femminile con il contributo di Carla Nataloni e dello Yoga Ormonale, incontrando donne arrivate da tutta Italia per affrontare sotto il profilo energetico alcune problematiche connesse al proprio “essere” donne.
Il bilancio di questo primo anno è stato a mio avviso positivo: ho incontrato molte donne che sono arrivate da noi per la curiosità di esplorarsi, condividere, approfondire. Il desiderio di riprendersi uno spazio personale di cura e di potere, di leggere la propria condizione sotto lenti diverse da quelle tradizionali.

Con questa premessa decido di continuare: i segni arrivati in quest’anno, non solo sotto il fronte dello Yoga, mi confermano che sia la strada giusta.
E dunque sto organizzando nuovi incontri per continuare il lavoro con Laura Voltolina, una nuova occasione di approfondire lo Yoga Ormonale con Carla, un percorso di Filosofia completo dal titolo evocativo “Darśana – Visioni”, con Laura Liberale e Silvia Patrizio – che seppur non sarà declinato al femminile ci potrà dare strumenti e occasioni di riflessione sulla nostra società attuale anche rispetto alla condizione delle donne, come la filosofia è capace di fare – e altri interventi che sto ancora mettendo a punto come il contributo di di Jennifer Leroy della scuola Pramiti di Ventimiglia, e magari di Stefania Redini che lo scorso anno purtroppo non siamo riuscite ad incontrare.

Il mio desiderio è quello di continuare anche la lezione del Lunedì dedicate alle donne, che infatti è già in programma, ma su questo mi trovo in un empasse: al momento solo poche delle persone che ci hanno contattat*, che sono in maggioranza donne, hanno chiesto di quella lezione,  mentre le donne che hanno frequentato lo scorso anno, dopo un primo momento di entusiasmo, al momento non si sono ancora sbilanciate.
Da qui la necessità di una riflessione.

Una motivazione potrebbe essere che il giorno e l’orario non vanno bene per molte.
Una motivazione potrebbe essere che le donne che praticavano in quella classe lo scorso anno e che poi, lentamente, si sono spostate su altri orari, trovassero le lezioni troppo “soft” (possibile: complice forse l’unirsi al gruppo di un’amica in attesa della 3 figlia e dunque il conseguente cambio di passo della pratica).

Una motivazione potrebbe essere che alcune donne non vogliono fare una lezione “dedicata solo alle donne”, ma vogliono partecipare a lezioni miste perché hanno il “timore” che la lezione per le donne sia necessariamente più soft, ossia vogliono faticare!

A questo punto faccio una premessa: ho appreso una pratica di Hatha Yoga che possiamo definire “marziale”, proprio in quanto Hatha. Mi sono avvicinata a questa tradizione tramite una donna, la cui pratica non era meno marziale di quella del Maestro e dell’allievo del Maestro dal quale lei l’aveva appresa e che poi io stessa avrei seguito. Ho avuto la possibilità di praticare con molte donne questo stesso Hatha Yoga e ho potuto sperimentare le tante varianti del termine Hatha, del come una pratica trasmessa da Maestro ad allievo o allieva non sia mai, di fatto, una pratica identica, codificata. Ciascun* degli/le insegnanti che ho conosciuto racconta la pratica che ha appreso, declinata su misura dal Maestro, e non solo in quanto uomo o donne, ma sicuramente tenendo conto anche di quell’aspetto.

Negli anni ho avuto la fortuna di sperimentare anche altre tradizioni con altri e altre insegnanti e tutti questi insegnamenti li porto con me nella pratica che condivido a lezione.

Con queste premesse la lezione dedicata alle donne del lunedì non è una lezione “da femmine”* mentre le altre sono lezioni per tutti, il che in realtà significa “da maschi”: la lezione del lunedì è una lezione di Hatha Yoga secondo la mia formazione, che è però più centrata su quello che è il “corpo della donna”, che è anche quello che io abito**, ed è maggiormente arricchita dalle esperienze formative fatte in questi anni nonché, certamente, maggiormente ispirata da un immaginario. Vorrebbe essere un momento di libertà e condivisione di una esperienza comune, un’occasione di crescita e non una forma di segregazione sessuale; in qualche modo si tratta anche di un piccolo “privilegio”, che, però, non toglie nulla al diritto e alla legittimità ad esserci “ovunque”.

Ci ho pensato molto in questi giorni, complice la concomitanza tra l’avviamento dei corsi e la lettura del libro “L’inferno è una buona memoria” di Michela Murgia*** da cui cito in particolare questo passaggio che mi ha molto ispirata:

“Femminismo è pensare che le donne siano uguali agli uomini e che debbano godere della stessa dignità, ma è anche credere che siano diverse al punto che quella dignità appartenga proprio alla loro differenza. Si è femministe se si professa l’utilità del separatismo, convinte che lo sguardo maschile sul percorso femminile sia deformante al punto da modificarne la traiettoria. […] Ciascuna di queste sfumature presa da sola e assolutizzata come “il femminismo”, non solo non basta a includere tutte le donne, ma finisce per essere un’arma formidabile del maschilismo, che facendo la distinzione tra quello che è ortodosso e quello he invece non lo è, ha tutto l’interesse a radicalizzare la contraddizione tra le diverse visioni per infrangere il fronte della lotta in mille ghetti e così disinnescarla.”*****

Quindi, ci si vede il lunedì alle ore 18 con la lezione DONNE.

Mi piacerebbe avesse la forma di un laboratorio, di un percorso di condivisione dove io posso portare la mia esperienza come donna e come donna nello Yoga cercando di mettere in comune quello che mi è stato trasmesso e vorrei che voi faceste lo stesso, proponendo temi e attività, portando idee e interessi, tenendo lo Yoga come filo rosso, come strumento. Continuerò a cercare di arricchire il percorso più globale “Lo Yoga di Durga”, fatto di seminari e approfondimenti aperti anche alle donne che non praticano abitualmente con noi.
Continuando a credere nella differenza come un valore di riconoscimento che non esclude ma potenzia.

“La donna deve impegnarsi ancora molto per dimostrare il valore delle differenze,
la particolarità e la ricchezza dell’approccio femminile” *****

 

Manu

 

* Volutamente utilizzato con accezione “negativa”, in modo stereotipico riferito agli atteggiamenti molto diffusi nella proposta delle attività per bambini o bambine.

** Basti pensare che fino a non troppo tempo fa si riteneva che, dal punto di vista anatomico, il corpo maschile fosse da considerare il neutro universale a cui riferirsi per gli studi di medicina. Solo verso gli anni ’80 si è cominciato a ragionare sulle differenze di genere e sulla “medicina di genere”. Per una lettura interessante rimandiamo a Maschile e Femminile inserto della collana Yoga Teoria e pratica” del Corriere della Sera, 2018.

*** Michela Murgia, L’inferno è una buona memoria, Marsilio 2018.

**** ivi p. 64

***** Enrica Colombo, Peggy Eskenazi, Maschile e femminile in “Yoga teoria e pratica,” Corriere della Sera, 2018

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